Archivio mensile:luglio 2013

Chi va piano va sano e lontano

Non potevo non pubblicare un aggiornamento sui litchis prima di partire per la California.

Finalmente spuntano nuove foglioline! Ormai ci avevo perso le speranze. La crescita procede lentissima, ma i risultati sono spettacolari. Dio solo sa quanto adori questa specie.

Litchis  Foglie litchis

Nello scorso aggiornamento mi ero dimenticato di pubblicare le foto della quinta pianta, quindi rimedio subito. Purtroppo non se la sta passando molto bene: è stata colpita dalla stessa malattia che ha colpito gli altri due litchis. Evidentemente è il mio giardino che lancia le maledizioni. Speriamo solo il ferro in polvere riesca a sistemare tutto.

Litchis ammalato  Litchis ammalato

Per il resto, chi vivrà vedrà.

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Kapok dalle mille foglie

Siamo nel pieno dell’estate e i Kapok crescono che è un piacere. Stanno soprattutto creando svariati gruppetti di foglie. Ma intanto io mi chiedo: le famose spine, escono o non escono? Queste piante sono infatti famose per il loro tronco ricoperto da spine distanziate pochissimo l’una dall’altra. Un passo alla volta, però, senza correre. Attualmente i gambi stanno cominciando a lignificare, ergo tutto procede secondo i piani. Ma vi ricordate com’erano i kapok il mese scorso?

Kapok

È interessante vedere come la sera tutte le foglie si affloscino verso il basso, proprio come se andassero a dormire. Ma bando alle ciance, ecco le altre foto.

Kapok

L’ultima foto è quella del kapok cresciuto in modo wild. Anche lui non scherza!

Kapok

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Baobab esplosivi

Un mese e qualche giorno dopo, siamo pronti per il prossimo aggiornamento di massa sulla crescita dei Baobab. Prima di iniziare, consiglio di guardare com’erano le piantine un mese fa. Una crescita a livelli stellari!

1) Cominciamo come sempre dal primogenito. Per la grandezza che stava raggiungendo, era troppo sacrificato in quel vasetto in cui si trovava. Penso che metterlo in questo container sia stata la scelta più azzeccata: dopo il travaso, infatti, sono bastati alcuni giorni di assestamento e poi ha subito cominciato a crescere come un dannato, proprio come lo volevo io. Se continua così, per fine agosto sarà sicuramente enorme.

Baobab

2) Sarà un po’ cresciuto il più piccolo dei miei baobab? Eh certo, non poteva mica rimanere lì impalato a guardare i suoi vicini mentre raggiungevano le stelle. Seppur più lentamente, anche lui crea ogni tanto nuove foglioline e si sviluppa in altezza. Questo vasetto trattiene l’acqua per troppo poco tempo, quindi necessita veramente di più attenzione rispetto agli altri. Spero cresca abbastanza, almeno da riuscire a lignificare un pochino il gambo. Non vorrei che quest’inverno morisse proprio per la sua fragilità. In questo periodo ho dovuto fertilizzare il litchis ammalato mettendoci dentro anche del solfato di ferro: siccome anche questo baobab presentava qualche problema, ne ho approfittato ed ho inserito il tutto anche nel suo vaso. Sembra giovarne!

Baobab

3) Da adesso si noteranno i cambiamenti maggiori. Il terzo baobab era l’ultimo ad aver iniziato la sua crescita con i cotiledoni rotti. Non vorrei sparare baggianate, ma mi è parso di vedere che le piante che crescono con cotiledoni rotti, poi siano anche quelle che presentano un gambo più sottile. In ogni a caso a me interessa l’altezza. Ne avranno finché vorranno di tempo per svilupparsi in larghezza, magari anche durante l’inverno con l’uso di qualche luce apposita. Comunque per essere cresciuto, è cresciuto proprio bene, ma penso non sia nulla rispetto a quello che diventerà alla fine dell’estate. Tempo di travaso? Anche sì. Non sarà il momento migliore, ma non posso lasciarlo lì confinato in quel vasetto ridicolo!

Baobab

4) Adoro questo baobab! Ma quante foglie ha creato? Si nota lontano un miglio la sua sofferenza per essere intrappolato in un vasetto così piccolo. Oggi o domani vado a comprarne due belli grossi per liberare lui e quello precedente da questa odiosa agonia. A parte gli scherzi, per ora non sembrano avere problemi, ma io penso già con l’ottica del futuro: un travaso adesso farebbe sicuramente meno male di un travaso in autunno/inverno (pensando comunque con l’ottica di non lasciarli andare in riposo vegetativo durante l’inverno). Vorrei che il mese di agosto lo sfruttassero tutte a pieno, che crescano come non mai. Da quanto pesano le foglie, per ora la pianta si è leggermente piegata. No, no, il nuovo vaso è sicuramente d’obbligo.

Baobab

5) Last, but not least. Anche lui cresciuto tantissimo, ma forse anche più degli altri dal momento che è quello uscito dopo, ma tanto tanto tempo dopo. Il suo vaso è più grande degli altri, quindi probabilmente non travaserò anche lui nel breve periodo. Io purtroppo non ci sarò fino al 20 agosto, quindi mi affiderò alla diligenza dei miei familiari. Col caldo che farà, frequenti annaffiature saranno d’obbligo! Alla prossima, tra un mese, per tanti nuovi aggiornamenti.

Baobab

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Noce di cocco: dall’acqua al sacchetto

Noce di cocco nel sacchetto

Bene, ci siamo: primo step completato! Dopo essere stata sommersa per quattro giorni, ieri pomeriggio ho tirato fuori la noce di cocco per inserirla in un sacchetto di plastica trasparente da cucina contenente un po’ d’acqua (giusto un angolino), in modo che dentro sia sempre presente un’alto grado di umidità. Dove l’ho posizionata? In giardino ovviamente! Almeno sono sicuro che riceverà il giusto calore durante il giorno.

Nel video da cui ho preso spunto viene consigliato di tenerla in un luogo buio e caldo, come la stanza della caldaia, ma sinceramente non penso che un pochino di sole possa fare del male al futuro germoglio. Venerdì comunque partirò per la California e suppongo non avrò modo di aggiornare per almeno un mesetto (a meno che non mi faccia inviare le foto da casa). Non mi rimane che augurarvi una bella estate. Ci sentiremo presto per i prossimi aggiornamenti su questa noce di cocco che passerà un’agosto sempre completamente sotto il sole!

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Esperimento noce di cocco

Ciao a tutti, oggi voglio iniziare un nuovo esperimento. L’idea è quella di far germogliare una noce di cocco e poi piantarla quando sarà pronta. Alla fine, dopo tutto il tempo che ci metterà per crescere (sì, purtroppo crescerà molto lentamente), dovrebbe uscire una bella palma.

Per il procedimento, su YouTube c’è anche un video che spiega come fare: http://youtu.be/BieelvE_ZPI

Consiglio altamente di iscriversi al canale di questo ragazzo (The Kiwi Grower) perché pubblica video davvero interessanti. Tra l’altro coltiva dei frutti tropicali mai visti e mai sentiti, quindi ne vale davvero la pena.

Seguendo alla lettera il video, allora, ho preso un secchio, l’ho riempito di acqua tiepida, ci ho posizionato dentro la noce di cocco (mi raccomando, non dev’essere vuota dentro, ma ricca del suo liquido) e poi sopra due pietre per tenerla ferma e totalmente immersa.

Oggi è il 10 luglio e ho intenzione di rimuoverla tra quattro giorni. Quattro giorni dovrebbero bastare per questa prima fase dell’esperimento. Nel video il ragazzo la tiene dentro tre giorni.

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